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Il mio metodo

Questo approccio non è per tutti.

Non ci sono incitamento, esaltazione di sé né tantomeno un iter formativo standard: per lavorare sulle proprie dinamiche cerebrali servono apertura mentale, voglia di migliorare, conoscenza e applicazione.

I risultati sono sorprendenti tanto quanto ci sorprende continuamente la scienza del cervello: basta essere disposti a mettere in discussione molto di noi.

1° FASE: ANALISI

  • Focus personale o aziendale
  • Confronto con personale sportivo, aziendale o medico coinvolto
  • Analisi focus attuale e finalità richieste
  • Le onde cerebrali: come agiscono su di me e nell’ambiente che mi circonda
  • Pensieri e emozioni: dove nascono – come agiscono neurologicamente – come comunicano con il corpo
  • Le mie aree cerebrali dormienti: come mi sto boicottando
  • – come individuare attitudini e talenti cerebrali
  • – come agire cerebralmente su se stessi
  • – come ri-attivare aree cerebrali “dormienti”
  • – come individuare risorse e risposte personali
  • – come modificare e potenziare feedback esterni
  • La neuroplasticità: potenzialità cerebrali sconosciute, i gap funzionali e il ri-cablaggio

2° FASE: ALLENAMENTO CEREBRALE

  • Focus principale: portare il cervello ad osservare se stessi “dall’esterno”, tramite il potenziamento dell’attività neurale delle aree preposte ai concetti di lungimiranza, propositività, reattività, mnemonica, concentrazione, immaginazione, costanza, resilienza, resistenza fisica, spirito di osservazione, presenza mentale, capacità di problem solving.
  • Prima finalità: attivare aree neurali “dormienti”, spesso rimaste inconsce, sì da riuscire ad osservare captare ed elaborare eventi esterni o personali in modo meno emotivo e soggettivo, con chiare risposte sia emotive che pratiche esaustive ed efficaci.
  • Dinamiche e tecniche: a seconda della tematica affiancata, il lavoro potrà abbracciare i settori del coaching e mental coaching, del marketing e neuromarketing, con particolare utilizzo di tecniche di neuroscienza cognitivo-comportamentali
  • Rilevazione risultati e rielaborazione

PERCHE’ QUESTO METODO

La scienza ha ampiamente dimostrato che il cervello è suddiviso in aree, ciascuna preposta a gestire talune emozioni e correlatamente pensieri più o meno ricorrenti. Ad ogni “forte” evento della vita il cervello risponde con un automatico settaggio cerebrale, ossia facendo lavorare più alacremente le aree corrispondenti alle emozioni che il corso della vita ci ha visto provare (chiusura, abbandono, paura dell’insuccesso, vergogna, controllo..). A un’attività molto frequente di una area del cervello, sono collegate aree corrispondenti che avranno difficoltà neurologica a “emergere” (apertura, sicurezza, successo, capacità di primeggiare, rabbia..).
Potremmo dire che il nostro cervello reagisce agli eventi esterni, anche dell’infanzia, auto-settandosi su frequenze e scambi elettrici di cui non abbiamo coscienza nè conoscenza, ma che dirigono le nostre scelte decisionali in modo anche completamente discordante con il nostro razionale volere e sentire.
La dimostrazione che il cervello umano è neuro-plastico, ossia in grado di ri-settare o ri-sistemare” se stesso se opportunamente approcciato, ha realizzato una svolta epocale nell’approccio a qualsiasi campo della vita, dalla gestione della malattia e dei traumi fisici, allo sport, al marketing aziendale e persino alle dipendenze. La neuroplasticità innata (Prof.Ecker, 2018) permette la modifica (o addirittura la sostituzione) di risposte emotive disfunzionali, con altre più funzionali.
In altre parole: sia la memoria sia precise aree cerebrali possono assumere o ri-assumere funzionalità perdute, a vantaggio o in sostituzione di aree neurologicamente depresse a causa di traumi invalidanti o mutilanti.